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riflessioni & commenti
Redde Rationem
post pubblicato in diario, il 16 maggio 2012
 

LEGA NORD E RIMBORSI ELETTORALI

Umberto Bossi e i figli indagati
a Milano

Al Senatur notificata un'informazione di
garanzianella sede della Lega in via Bellerio




MILANO - Umberto Bossi è indagato per truffa ai danni dello
 Stato nell'inchiesta sull'uso dei rimborsi elettorali della Lega.
 I Pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano di
Milano gli hanno notificato un'informazione di garanzia nella
sede del Carroccio in via Bellerio.

Con Umberto Bossi sono indagati anche i figli Riccardo e Renzo
 accusati di appropriazione indebita e il senatore Piergiorgio Stiffoni
per il quale l'accusa è di peculato in relazione all'uso dei fondi del
Carroccio al Senato. Indagato anche l'imprenditore Paolo Scala
per riciclaggio. Corriere della Sera 16.05.12



Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino...
Nella tagliola della giustizia.

Umberto Bossi mi è sempre apparso come un nullafacente che ha avuto la
botta di culo da inventarsi un partito nel momento giusto.

Parimenti l'ho sempre giudicato un  rozzo, ignorante e maleducato  e gli
esordi di potere in Sardegna con canotta, in accoppiata con Berlusconi
lo hanno dismostrato con quanto è seguito a questo infausto tandem,
traballante ed improvvisato per pura necessità di voti.


Con Bossi o con una cagna, tùtt  à va bèn basta che se magna...!

Se ne sono dette di tutti i colori, ma poi hanno sempre fatto come
i ladri di Pisa...
Di giorno insulti reciproci ma la notte andavano a rubare insieme.

Ruba oggi, ruba domani, ti prende il delirio da onnipotenza e ti sembra di
essere invincibile, padrone dell'Italia e per il vero per un pò così è stato.

Quando ce l'aveva duro...

Alla fine, perchè di fine si tratta, tutto si ammoscia e la vita ti presenta il conto,
perchè nulla è eterno e tutto si paga.

Un conto salato.
C'è in ballo la galera, anche per i figli, che poi in un paese stupido come l'Italia
non si fa, (Berlusconi docet) ma la sputtanata, sommata alla perdita del potere,
quella si che è anche peggio !

La morte civile, con le iene che sono già uscite per la successione al capobranco.

Sempre che la Lega sopravviva...

E non è detto.

Cicalino 16.05.12


F  LP











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Core è Napule....
post pubblicato in diario, il 15 maggio 2012
 



noleggio yacht napoli

Dai tempi dei Borboni ed ancor prima Napoli, viene citata come la maggiore città dei furbi,maestri nell'arte di arrangiarsi, di vivere alla spalle altrui,scaltri e svelti ad oltranza, nonchè malavitosi e delinquenti.

Una parte di vero c'è e le origini di un popolo che ha sempre dovuto difendersi da tutto e da tutti, possono fornire una chiave di lettura e di parziale comprensione a questo modo di vivere, che presenta aspetti anche divertenti,
di puro genio naturale.

Gli esempi sarebbero tanti e con le dovute eccezioni per le forme più malavitose
quali la camorra,direi che andrebbe conferito un premio nobel alla fantasia ed
all'inventiva partenopea,unica nel suo genere.

Ma una cosa accomuna tutti i napoletani 'doc', quelli cioè nati "entro le mura " di
Napoli, da non confondersi con i cafoni che arrivano dalla provincia, così chiamati
perchè molti anni fa per distinguerli dagli autòctoni, al loro ingresso in città veniva
loro messa una corda al collo e definiti "chilli c'à a fune" appunto, in seguito 'cafone'....

La generosità verso tutti, contrassegnata dal detto "addà campà pur isso".

Ed in questa direzione vanno aneddoti e storielle come quella del "caffè sospeso"...

Nei bar di Napoli è usanza di pagare il caffè consumato due, tre ed anche dieci
volte il suo prezzo.
Il barista prende nota dei caffè pagati anticipatamente, denominati appunto
"in sospeso" che provvede a smarcare ogni qualvolta si presenta un povero
che chiede un caffè con la frase "cè fosse nu sospeso pemmè"??
Un modo di sostenere chi non ha nulla.

Onore a questi napoletani!

Altro esempio di bontà:

Don Peppino Palomba era un guardiano delle carceri mandamentali, tagliato
per questo lavoro come nessun altro a causa della sua 'agorafobia' cioè che
 non sopportava gli spazi aperti...

Quella prigione ospitava pochi detenuti con reati minori, perloppiù in transito
e per questo don Peppino aveva una particolare familiarità con i reclusi, tanto
che ci andava pure a fare lunghe partite a scopone in cella, il luogo dove lui si
sentiva meglio...

L'antiviglia di Natale, l'unico detenuto, certo Pasquale, un giovane "mariuncello",
un mariuolo di mezza tacca, durante l'ennesima partita chiese 'nu piacere' a
Don Peppino...

"Siamo ormai prossimi al Natale, mi manca tanto la mia famiglia, i miei fratelli
 e pure mammà... Potrei andare a far loro visita domani sera, solo per qualche
ora , il tempo per mettere " ò bambiniello in tà rotta" eppoi vi dò la mia parola
che torno dentro e nessuno si accorgerà di nulla"?
Don Peppì, fàteme sta grazia"...

Il secondino rimane perpleso, tiene famiglia e sa che se questo si venisse
a sapere perderebbe immediatamente il posto, la casa, lo stipendio e forse
anche la libertà...
Tuttavia, poichè di cuore buono verso un ragazzo che potrebbe essere suo
figlio, gli accorda il permesso ed il giorno dopo all'imbrunire gli apre la cella...
"Guagliò, me raccumanno, a mezzanotte  a dda turnàre accà"!

Infatti a mezzanotte, Pasquale puntualissimo ritorna in cella.

La mattina dopo, nel rione si fa un gran parlare che proprio la notte di Natale
qualcuno ha svaligiato la salumeria dell'angolo, portandosi via prosciutti,
salame e salsiccia.

A don Peppino nasce un sospetto e si reca nella cella del suo inquilino...
"Pascà...forse che tu sai qualcosa del furto il salumeria di questa notte" chiede
con aria insospettita...

"Superiore" risponde Pasquale, "è Natale"...

" Ecchè putivo presentarmi a mani vuote a casa mia"???

Cicalino 15.05.12








 



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Adesso basta...!
post pubblicato in diario, il 12 maggio 2012
 









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Un cerino fra le mani
post pubblicato in diario, il 12 maggio 2012
 



La Libia avverte Italia e Ue
"Rischio aumento clandestini"

Incontro alla Farnesina tra il ministro degli Esteri Giulio Terzi e il suo omologo libico, Ashour Bin Khayal. "Ora la situazione non è grave - ha affermato il capo della diplomazia di Tripoli - ma gli indicatori mostrano che le cose potrebbero peggiorare". Terzi: "Tema urgente, serve un piano comunitario". In nottata sbarcati 23 immigrati a Marzara del Vallo



Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, accoglie alla Farnesina il suo omologo libico, Ashour Bin Khayal, e l'Italia si vede recapitare il preallarme di Tripoli sulla possibile escalation dell'immigrazione clandestina dalle coste nordafricane.

"Temiamo un peggioramento sul fronte dell'immigrazione clandestina - dichiara Bin Khayal al termine del suo incontro con il capo della diplomazia italiana -. Vogliamo dare un segnale, un avvertimento, all'Italia e all'Ue per affrontare il fenomeno". Quello dell'immigrazione è "un tema urgente da affrontare in ambito Ue - ha convenuto Terzi -.
Ne parlerò lunedì a Bruxelles. Serve un piano urgente dell'Unione europea per
affrontare il tema dell'immigrazione clandestina".

"La situazione adesso non è così grave - ha spiegato Khayal nel corso della
conferenza stampa congiunta -, ma gli indicatori mostrano che le cose potrebbero peggiorare. Sul confine tra Egitto e Libia sono in arrivo diversi flussi e anche se
adesso non vi sono grandi numeri potrebbe esservi un aumento. Per questo
abbiamo dato al ministro Terzi un segnale, un avvertimento affinché l'Europa
affronti questo fenomeno".

Lanciando l'allarme, il ministro libico ha fatto riferimento anche alle "grandi
trasformazioni, soprattutto nel Sud, nel Sahel, ad esempio in Mali. Questo
incide su tutta la regione, su vari livelli dal contrabbando di armi all'immigrazione clandestina. Serve quindi una maggiore collaborazione internazionale".

Oltre
che urgente, il tema dell'immigrazione è quanto mai attuale. Nella notte, a
Mazara del Vallo è stato registrato un nuovo sbarco di migranti, 23 di cui
uno minorenne, pare tutti tunisini. Sono stati intercettati a circa 12 miglia
dalla costa siciliana dalla Guardia di Finanza. I nordafricani stavano effettuando
la traversata a bordo di un natante lungo circa 12 metri che è stato sequestrato.
 Gli extracomunitari sono stati accompagnati al centro di accoglienza comunale
di S. Agostino, dove saranno identificati dalla Polizia di Stato e dove si trovano
anche i migranti degli ultimi due sbarchi avvenuti durante la settimana.

Nel corso della conferenza stampa, Khayal ha espresso "gioia e gratitudine"
 nei riguardi dell'Italia "per il sostengo dato alla nostra rivoluzione". "L'Italia è
un paese amico, è il nostro più importante partner dell'Unione europea. Per
questo - ha continuato - ho scelto Roma per il primo viaggio dopo la liberazione".

"L'Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia", ma ora
"serve un cambio di passo vero nelle relazioni" anche da parte del resto della
comunità internazionale, la replica di Terzi, che ha ricordato, oltre al vertice di
 Bruxelles, lunedi prossimo, anche il viaggio a New York dove, tra un paio di
 settimane, vedrà il segretario generale Onu, Ban Ki Moon. "L'Italia è in prima
fila"nel processo di stabilizzazione del paese, la rassicurazione di Terzi a Kayal.
La Repubblica 12.05.12



DIFESA RIONE ESQUILINO



"Chi non salta comunista è"...
Appena questi disperati posano il piede dal barcone al suolo italico, il problema
diventa nostro...
I "nuovi arrivati" rifiutano di essere ospitati nei centri di accoglienza,
vogliono subito un lavoro ed una sistemazione, assistenza sanitaria dalla
tubercolosi all'aspirina e guai a negare loro qualcosa...
Cominciano a dare fuoco a tutto, salgono sui tetti e sventolano drappi...

Allora intervengono subito i solerti comunisti italioti i quali, a spese di
Pantalone pretendono ognicosa per i nuovi arrivati, organizzano per loro
cortei di protesta ed insegnano loro ogni trucco per aggirare la legge italiana,
a condizione, naruralmente, di un "voticino" quando costoro lo potranno fare e
la data non è poi  così lontana...
Qualcuno di questi siede già in vari consigli comunali.

Molti, visto che non ce n'è per nessuno, andranno ad ingrossare le fila degli
spacciatori di droga, dei furti, degli stupri e delle rapine.

L'Europa se ne frega lasciandoci il cerino in mano....

L'Italia non può farsi pozzo dei problemi dell'umanità, di poveracci che
 provengono da tutti i Paesi in bancarotta o soggetti a colpi di stato, o di
guerriglia, o di morte.

I loro protettori come Oliviero Diliberto, Franca Rame, Dario Fo,
Marco 'Giacinto' Pannella ed i vari panciapiena della politica italiana 
farebbero bene a darsi una calmata, altrimenti un giorno o l'altro porteremo
questi disperati a casa loro, a dormire nel loro letto, a cacare nel loro cesso, 
a mangiare nella loro cucina, a vuotare il loro frigo...

Mettiamo il cerino in mano a questi rossi ipocriti e vedremo come  
finisce presto la loro solidarietà comunista!

Ora basta...Maroni dove sei??

Rimandiamoli a casa loro senza se e senza ma...
Con o (preferibilmente) senza cerotto sulle labbra.

Cicalino 12.05.12






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Riapriamo i piombi...
post pubblicato in diario, il 9 maggio 2012
 


 

VENEZIA

Giro in gondola 50 minuti a 400 euro
Stangata per coppia di turisti russi

I malcapitati giurano di non voler più tornare in laguna.
Il presidente dei gondolieri «Associazione pronta a risarcire.
Chi ha sbagliato non la passerà liscia»







VENEZIA - Un giro in gondola salato tra i canali di Venezia: una coppia di turisti
russisi è vista chiedere 400 euro per un tour di 50 minuti. Dopo il salasso i malcapitati,
Dimitry e Olga Kurdyukov, 35enni che risiedono nei pressi di Mosca, hanno giurato
di non voler più mettere piede in città. «Ce ne andiamo amareggiati - hanno r
accontato ad una loro amica, Elena Barinova, una connazionale che fa la guida
turistica e che ha raccontato su Facebook l'episodio - non torneremo più a Venezia».

La tariffa applicata in città per un tour del genere è solitamente di 80 euro per 40
minuti. A dirsi dispiaciuto per l'accaduto, come riporta il Gazzettino, è soprattutto il
presidente dei gondolieri lagunari, Aldo Reato. «Cose del genere non devono
verificarsi mai - afferma - l'associazione è pronta a risarcire questi clienti o a
trasportarli gratuitamente se volessero tornare». Quanto al gondoliere troppo esoso,
per ora ignoto, Reato spiega: «sulle tariffe siamo intransigenti, se troviamo il
gondoliere che ha sbagliato non la passerà liscia».«Ovviamente per capire cosa
è accaduto stiamo raccogliendo informazioni - aggiunge - per questo invito la
signora Barinova a presentarsi all'Ente gondola per darci tutti i particolari».
Corriere della Sera 09.05.2012



Pantalone

Da sempre sappiamo che a Venezia ci sono un sacco di ladri...
Ladri veri che -approfittando della bellezza ed unicità di un luogo che non si meritano-
non esitano a metterti le mani in tasca per sfilarti spudaratamente il denaro.

Gondolieri,tassisti di mare, alberghi, casinò, negozi di souvenirs e
soprattutto i ristoranti, sono sempre pronti a chiederti delle enormità, contando
sul fatto che la maggior parte dei turisti se na va via in giornata e magari, non
parlando l'italiano, si possano gabbare più facilmente...
I xè ladri.

Vergogna!

Bisognerebbe riaprire i Piombi, le carceri veneziane dei dogi, specie quelle
a pelo d'acqua, così  questi delinquenti staranno ben umidi e marciranno prima...

Pertanto andiamo pure a visitare Venezia e le sue bellezze, ma non fermiamoci
mai a dormire in città e prima di consumare qualsiasi cosa oppure usufruire
di un servizio, chiedere sempre il relativo prezzo...
Quando questo non soddisfa la frase d'obbligo è : "ma va in mòna lazaròn" !

E soprattutto guardiamoci dallo stringere la mano a qualcuno di questi mascalzoni...
Potremmo recuperarla con qualche dito mancante!

Cicalino 11.05.12




















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Allons enfants de la patrie...
post pubblicato in diario, il 8 maggio 2012
 

LES PRESIDENTS DE LA REPUBLIQUE
(dalla IV Repubblica)

File:VincentAuriol.png 
Vincent Auriol 1947 - 1954


René Coty  1954-1959


Charles de Gaulle  1959-1969


Georges Pompidou 1969-1974


Valérie Giscard d'Estaing 1974-1981


Francois Mitterrand  1981-1995


Jacques Chirac 1995-2007


Nicolas Sarkozy 2007-2012


Francois Hollande 2007-......

E così si riparte da dove eravamo rimasti...
Un Nicolas  Paul Stéphane de Nagy-Bocsa Sarkozy pieno di sè, con una
giovane moglie reclutata ad hoc dopo la clamorosa separazione dalla consorte
precedente Cecilia, oggi convolata al suo terzo matrimonio...

I suoi predecessori all'Eliseo non sono stati da meno, molto chiacchierati,
anch'essi con famiglie e figli "allargati", come Mitterrand e da ultimo il neo
eletto Holland, in quale con la fidanzata Valérie conta ben sette figli.

Chiacchierati anche Chirac per peripezie finanziarie e avventure galanti,  
proprio come Giscard D'Estaing che però aggiunge rivelazioni poco
signorili su sue presunte relazioni amorose con menbri dell'alta aristocrazia
britannica e pericolosi rapporti diamatiferi con il dittatore africano Bokassa.

Da ultimo il grande Charles de Gaulle, vero e proprio eroe nazionale cui
la Francia ha dedicato di tutto, dall'aeroporto a monumenti e strade.
Non era affatto un tenero e qualcuno lo ricorda bene anche in Italia.

Insomma la rosa dei Presidenti francesi è all'insegna della laicità ed una
vastissima  comprensione per ogni forma di debolezze umane...

Non sapremo mai se questo è un pregio o un difetto della civiltà transalpina.

In Italia i nostri Presidenti sono diversi, molto diversi...

Almeno così sembra.

Cicalino 08.04.12












   







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Adieu Carlà...
post pubblicato in diario, il 8 maggio 2012
 




Per molti francesi incarnava l'esibizionismo personale di sarako

Se via Twitter si apre la caccia a
Carla Bruni

Con Hollande e la sua fidanzata Trierweiler si preannuncia un nuovo feuilleton, più da ceto medio riflessivo, però interessante




«L'italiana lascia l'ungherese. Ripeto: l'italiana lascia l'ungherese». Ieri su Radiolondres , l'hashtag di Twitter in cui si davano e si commentavano i sondaggi di straforo (di straforo per milioni di utenti), sul caso-Carlà c'era un accanimento unanime. L'altoborghese ricchissima-supermodel-cantautrice-seduttrice poliandrica-first lady (ex) più ganza del mondo veniva trattata come una Rosi Mauro d'alta gamma. Come una femmina, diciamo, strumentale. Tra le battutacce più frequenti: «Carla Bruni è sul mercato!», «Video sexy di Carla Bruni con Hollande», «Carla Bruni ha aggiornato il suo status di Facebook, da "sposata" a "singola"», «Avvistata cantautrice stonata con chitarra all'aeroporto di Roissy», «Carla Bruni rifugiata all'ambasciata italiana», «Carla Bruni ha mandato un sms a Francois Hollande: "Quelq'un m'a dit (titolo della sua canzone più nota, ndr) che tu mi ami», «Carla Bruni ha votato presentando il passaporto, è pronta a lasciare il Paese».
In realtà, Bruni dopo aver votato si è dimenticata il documento al seggio elettorale.

Era arrivata con una frangia recente e una sciarpa annodata tipo pacco regalo; e un marito, Nicolas Sarkozy, che davanti ai fotografi le baciava una spalla. Venivano da casa di lei, nel comprensorio stralusso di Villa Montmorency, nel Sedicesimo Arrondissement; la zona più ricca ed elegante di Parigi, l'unica dove Carlà era stata protagonista di un evento elettorale. Insomma, un evento da Sedicesimo e per signore, più o meno tre dozzine, a casa di un'amica. Durante il resto della campagna, non si era spesa molto. Forse per indole, forse a causa di un'intervista disastrosa in cui spiegava che lei e il marito «erano gente semplice», e che lei guardava reality e soap opera con in braccio la poppante Giulia, proprio come le mammine normali, e l'avevano parecchio presa in giro.

Soprattutto, perché Carlà è stata tutt'altro che popolare. Era vista come una moglie-trofeo, acciuffata da Sarkozy come rivincita personal-mediatica poche settimane dopo essere stato lasciato dalla moglie Cécilia. E come un'incarnazione di quel che molti francesi si sono presto resi conto di non sopportare di Sarko: l'esibizionismo personale, l'ossessione per l'immagine, la spasmodica necessità di essere vicino ai ricchi e famosi. La «rupture» sarko-bruniana dopo coppie presidenziali segretamente scassate e ufficialmente dignitosissime (Francois Mitterrand e l'impegnata Danielle, Jacques Chirac e la pia Bernadette) non era piaciuta a nessuno. Non ai benpensanti bon chic bon genre. Non ai francesi di sinistra, ovviamente, l'ex gauchiste elegante Carlà gli è subito andata di traverso. E di sicuro non ai francesi normali.

Morale, l'opinione pubblica francese e non solo è parsa ben lieta di scherzare sulla sconfitta elettorale di Carlà. E sul suo matrimonio che pochi ritengono fondato su una bruciante passione. Il tutto fa ridere, lei è antipatica, il gioco è facile. Oggi è difficile riconoscere nella signora tirata con grandi zigomi costosi la ragazza insicurissima del film «È più facile per un cammello...» diretto da sua sorella Valeria Bruni Tedeschi (Carlà era interpretata da Chiara Mastroianni); agitata, psicoterapia-dipendente, sconvolta quando le dicono che il papà morente non è il suo vero padre. «Io la conosco, è una buona persona, l'ho molto ascoltata e capisco che si definisca una persona modesta», dichiarava ieri Jacques-Alain Miller, psicanalista genero di Jacques Lacan: «È molto interessata alla psicanalisi, lei stessa è in analisi». E come non capirla. Specie leggendo tanti commenti online, Come: «Chi sposerà Carla Bruni ora? Una volta ha detto di volere "un uomo dalla potenza nucleare". Kim-Jong-Un della Corea del Nord è ancora scapolo, mi pare». Pare. Comunque, ora altro giro, altro Eliseo. Ora si preannuncia un nuovo feuilleton, più da ceto medio riflessivo, però interessante. Ci sarà un presidente con una ex compagna (Ségolène Royal) ex candidata presidente, e una fidanzata (Valérie Trierweiler) che sarà la prima première dame non sposata (ci sono anche sette figli in totale, di varie età). Corriere della Sera 08.04.12


Jeanne Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour


Carla Gilberta Bruni Tedeschi, coniugata Sarkozy



Carlà non è simpaticissima...
E nemmeno Sarkozy.
 

Ma che tristezza quei poveri di spirito (e talvolta anche di tasca) che per sentirsi parte
del mondo, non trovano di meglio che prendersela con chi neppure conoscono...
Nè mai conosceranno.

                                                          Cicalino 08.04.12





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Allez la France !!
post pubblicato in diario, il 7 maggio 2012


 

L'uscita di scena dell'ex presidente francese

Sarkozy a collaboratori:
«Lascio la politica»

Francia, l'annuncio allo staff dell'Eliseo riunito per il saluto
«Per me si chiude un capitolo, non correrò più alle elezioni»
 


Nicolas Sarkozy ha deciso. Dopo la sconfitta contro Francois Hollande lascerà la politica. Lo ha annunciato lo stesso ex presidente salutando lo staff dell'Eliseo. Già subito dopo la sconfitta girava voce che Sarkò non avrebbe guidato l'Ump alle prossime elezioni amministrative. Ipotesi subito smentito dallo staff, ma che evidentemente non era così lontana dalla realtà.

«STANCO E TIRATO»- Ai 20 presenti, fra i quali il primo ministro Francois Fillon e il capo dell'Ump, Jean-Francois Copè, Sarkozy, apparso stanco e tirato in volto, ha parlato per un'ora, secondo il sito De Le Figaro. «Per me si chiude un capitolo - ha detto Sarkozy citato da uno dei presenti- non sarò candidato alle legislative nè in future elezioni. State tranquilli - rinnoverò la tessera dell'Ump e pagherò la quota. Ma non sarò più operativo». Un ministro - nell'atmosfera piuttosto grave che si è creata - ha quindi chiesto a uno dei più vicini collaboratori di Sarkozy: «Vuol dire che lascia definitivamente?». Secca la risposta: «Sì, è chiarissimo, non hai ancora capito?».

L'ADDIO- Mentre in rete si moltiplicano gli scherzi sul suo futuro con Carla Bruni, è evidente che Sarkozy deve pensare a cosa fare dopo aver perso le elezioni. E sembra che sia sempre più orientato a lasciare la ribalta. Così come aveva auspicato (o annunciato) già la moglie in un'intervista. Ora bisognerà capire se l'indiscrezione anticipata da Le Figaro non sia solo una mossa pubblicitaria. Intanto quello che è certo è che parteciperà martedì alla cerimonia per l'anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Al suo fianco ci sarà il neopresidente francese Hollande che assumerà formalmente l'incarico il 15 maggio.
Corriere della Sera 07.05.12




Vive la France...!
La grandeur si manifesta anche con i gesti dei suoi polici veri, quelli dell'alternanza,
quelli di una grande democrazia dove chi perde si ritira e cede il posto ad un altro
che non è mai stato nemmeno ministro...

Vive la France...!
Una sonora lezione a quei dementi, disonesti, ladri e parassiti dei politici italioti che
MAI avrebbero compiuto un simile gesto di coraggio e di onestà e che pensano solo a rubare...

Berlusconi è stato cacciato a furor di popolo, Bossi si è dimesso per poi "pentirsi"
subito dopo e dichiarare che si ricandida  "perchè la gente lo vuole"...
Si, lo vuole prendere a calci in culo !


Tanti altri restano incollati alla poltrona e non se ne vanno nemmeno quando gli
sputano addosso..

Chapeu alla 'grandeur' francese che attraverso un piccoletto che ha persino rinnegato
l'amicizia con Berlusconi, oggi ha detto basta con quella politica che gli ha scelto un
altroe molto probabilmente manterrà la parola...

Puorqoui pas?
In fondo non sono italiani ...

Allez la France!





Alcuni esempi di politico italioti che non molleranno mai...

















120223rutelli



e molti altri...
Prendiamoli a calci in culo...!









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permalink | inviato da cicalino46 il 7/5/2012 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gilles nel cuore
post pubblicato in diario, il 6 maggio 2012
 



Una mostra per Gilles Villeneuve a 30 anni dalla sua scomparsa

Al foro Boario dall’8 maggio e fino al 10 giugno saranno esposti i cimeli che resero immortale il pilota canadese della Ferrari

Dall'8 maggio al 10 giugno Modena renderà omaggio con una mostra al Foro Boario a Gilles Villeneuve, pilota leggendario della Ferrari scomparso tragicamente nel 1982, a trentadue anni, sul circuito di Zolder.

L'esposizione, un evento unico realizzato grazie alla collaborazione della famiglia Giacobazzi, storico sponsor del canadese, sarà inaugurata proprio nel giorno in cui ricorre il trentennale dell'incidente di Villeneuve, una tragedia stampata nella memoria degli appassionati di sport.

Il percorso espositivo racconta la carriera del pilota attraverso foto, oggetti e video. Ci sono i suoi caschi, anche l'ultimo, le tute e le monoposto su cui ha corso. Quelle esposte saranno tre: la Ferrari 312T4 del 1979, la Ferrari 126 CK del 1981 e la famosa Ferrari 308, auto da strada che Villeneuve usava nel tempo libero.

In mostra ci sarà anche una multa che il pilota prese pochi giorni prima della sua scomparsa, 12mila lire per eccesso di velocità. Una stanza, “Zolder 8 maggio ore 13.52”, è stata allestita per ricordare l'incidente in cui il canadese perse la vita.

Alla presentazione hanno partecipato anche Jonathan Giacobazzi di Donelli vini, curatore tecnico della mostra, la moglie di Gilles Villeneuve Joanna Barthe Villeneuve e la figlia Melanie. Gazzetta di Modena -04 maggio 2012




Enzo Ferrari non era certo un uomo tenero ed i suoi modi erano spicci e sbrigativi...
"La migliore vittoria è quella che deve ancora venire" soleva dire a chi gli chiedeva
se era soddisfatto del successo delle sue macchine da corsa.

Eppure con Gilles era diverso.

In più di un'occasione ha dimostarto momenti di tenerezza per Villeneuve, il pilota
canadese, il "suo" pilota, quel matto che non staccava mai il piede dall'acceleratore...

Fu così anche l'ultima volta, quella delle prove di Zolder nel quale Gilles doveva farla
pagare al compagno di scuderia Didier Pironi per l'insulto  ricevuto ad Imola...

Non gliel'aveva perdonata, quel giorno si era persino rifiutarlo di caricarlo a bordo
del suo elicottero amaranto, con il quale erano arrivati insieme da Montecarlo...

Una curva fatale lo attendeva, dopo l'ennesima imprudenza di questo autentico
campione, la macchina sbriciolata e lui volato fuori dall'abitacolo, ancora legato
al seggiolino, andò a sbattere contro un palo di recinzione a 180 km all'ora e si
ruppe l'osso del collo...

Morì poco dopo ed assieme a lui qualcosa si ruppe anche nel cuore di Enzo
Ferrari che non amava nessuno, ma quel giorno provò lo stesso dolore di
quando perse suo figlio Dino, rapito alla scleròsi multipla.

Trent'anni dopo Gilles è ancora nel nostro cuore...
E vi resterà per sempre.

Ciao Patàchin !

Cicalino 06.04.12









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La farina del diavolo
post pubblicato in diario, il 6 maggio 2012
 

Non sono mai stato un garantista.
Io sono per la pena di morte oppure "fine pena mai" come fanno in America
quando si sentono sicuri di non sbagliare, nei limiti che questa certezza può
dare...

Infatti non ho "cieca fiducia" nella giustizia ed ancormeno nel lavoro di
tanti mediocri investigatori i quali farebbero bene e minor danno a cambiare
mestiere.

Quindi resto convinto che in carcere vi siano anche degli innocenti, così come
altrettanti criminali impuniti sono in libertà.

Un esempio?
Vittorio Emanule per il primo caso ed Amanda Knox nel secondo.

Per questo a volte mi stupisco di persone che vengono "fatte a fette" dai media
e mi chiedo dove arrivi il diritto di verità e quello di 'share'.

E' il caso di Fabrizio Corona, un ragazzotto catanese sui quali si sono accaniti
 in molti, giudici compresi che ancora oggi lo continuano a perseguitare, mentre
in buona parte della gente vi è ogni genere di sentimento -perloppiù in negativo-
verso un personaggio che ha fatto e fa tuttora parlare di sè...

Altro che la vita spericolata di Vasco Rossi...
Il Blasco la canta e basta, Corona la vive, tutti i giorni !

Coperto di tatuaggi come una cartina geografica, fuma una sigaretta dietro
 l'altra e non disdegna di fare a cazzotti,nemmeno quando non è direttamente
 interessato.

Un suo collaboratore mi diceva qualche tempo fa che se Corona vede due che
fanno a botte lui ci si infila subito nel mezzo a distribuire cazzotti gratuiti.
E' dipinto però come un genio nel fare soldi.

Mi sembrava comunque che l'immagine di "maledetto" fosse posticcia
o quantomeno ingiusta per questo "fotografaro"  ed allora  ho voluto
avvicinarlo per verificare...

Appena gli ho teso la mano lui me l'ha morsa, senza una ragione, come un
cane randagio...
Me l'aspettavo ed ho avuto le risposte che cercavo.

E' cafone, presuntuoso, borioso e maleducato,convinto di cavalcare il mondo.

Penso che davvero si cibi di farina del diavolo e ne goda i conseguenti fringe
benefits che questi gli elargisce ...

"Pro tempore"...

In cambio il demonio dev'essersi preso la sua anima.

Un giorno sarà per questo giudicato, là dove andremo tutti....
Qualcuno gli chiederà se ne valeva la pena...

Sono certo che lui risponderà di si.

Cicalino 06.04.12
  







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